La Convenzione  di Vienna o Hallmarking Convention è un accordo internazionale tra Stati in materia di commercio transfrontaliero di oggetti in metalli preziosi, sottoscritto a Vienna il 15 novembre 1972 da Austria, Finlandia, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, Svezia e Svizzera. Il suo scopo è quello di “facilitare il commercio internazionale di oggetti in metalli preziosi, garantendo, nel contempo, la tutela del consumatore richiesta dalla particolare natura di questi prodotti”.
 
Tale finalità è perseguita attraverso la previsione di specifici requisiti tecnici che devono essere verificati, prima dell’immissione in commercio, da appositi organismi designati dai singoli Stati contraenti (Uffici del Saggio o Assay Offices) mediante procedure ugualmente stabilite dalla Convenzione. In caso di esito positivo, l’Ufficio del Saggio appone sugli oggetti uno specifico marchio, denominato Marchio Comune di Controllo.

I prodotti recanti tale marchio (facoltativo) possono essere, quindi, commercializzati liberamente in tutti gli Stati sottoscrittori della Convenzione, senza dover sottostare ad ulteriori controlli e/o marchiature.

Attualmente gli Stati firmatari la Convenzione sono Austria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Israele, Lettonia, Lituania, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera e Ungheria.

Al momento gli Uffici del Saggio designati sono quelli delle Camere di Commercio di Alessandria e Asti, Arezzo e Siena e Vicenza.