Il Pil italiano, nel 2013, si è contratto dello 0,4% rispetto all’anno precedente, fermandosi, quindi, a quota 1.560.024 milioni di euro correnti. In volume, invece, il è diminuito dell’1,9%. Lo comunica l’Istat, aggiungendo che, ad oggi, stando ai dati a disposizione, i Paesi sviluppati in cui il Pil è aumentato di volume sono gli Stati Uniti e nel Regno Unito (+1,9% per entrambi), il Giappone (+1,6%) e la Germania (+0,4%).

 

Contestualmente, il rapporto debito-Pil ha raggiunto il 132,6%, il livello più alto, cioè, dal 1990, anno in cui sono state inaugurate le serie storiche confrontabili. Nel 2012, il rapporto è stato pari al 127%.

 

Calano, inoltre, del 2,2%, i consumi finali nazionali, mentre la contrazione degli investimenti fissi lordi è del 4,7%. Sul fronte del commercio estero, i beni e i servizi registrano un aumento dello 0,1%, mentre le importazioni calano de, 2,8%.

 

Resta, invece, stabile, rispetto al 2012, l’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, pari a 3%. L’Istat fa, infine, sapere che l’’avanzo primario, ovvero l’indebitamento netto meno la spesa per interessi, è stato pari, in rapporto al Pil, al 2,2% (nel 2012 era stato pari al 2,5%).