Il termine “artigianale” non potrà più essere utilizzato in modo indiscriminato. Con l’entrata in vigore della Legge annuale sulle PMI (Legge n. 34/2026), il legislatore ha introdotto una tutela attesa da anni dal mondo dell’artigianato: le denominazioni “artigiano”, “artigianale” e “artigianato” sono riservate esclusivamente alle imprese regolarmente iscritte all’Albo delle imprese artigiane e che svolgono effettivamente attività artigiana.
Si tratta di una novità di grande rilievo che punta a valorizzare il lavoro delle imprese artigiane autentiche, contrastando l’utilizzo improprio di una qualifica che nel tempo è stata spesso impiegata come semplice strumento di marketing, generando confusione tra i consumatori e creando situazioni di concorrenza sleale.
Cosa cambia
La nuova disciplina stabilisce che i richiami all’artigianato non potranno essere utilizzati da imprese prive della qualifica artigiana. Il divieto riguarda, tra l’altro:
- la denominazione dell’impresa;
- l’insegna;
- il marchio;
- la pubblicità e la promozione di prodotti e servizi;
- ogni altra comunicazione commerciale che richiami l’artigianalità.
Non sarà quindi sufficiente utilizzare espressioni come “prodotto artigianale” o “lavorazione artigianale” per valorizzare la propria offerta: tali riferimenti potranno essere impiegati solo da chi possiede i requisiti previsti dalla legge.
Sanzioni pesanti per chi viola la norma
Per rendere effettiva la tutela, il legislatore ha previsto un sistema sanzionatorio particolarmente severo. L’utilizzo improprio delle denominazioni potrà comportare una sanzione amministrativa pari all’1% del fatturato dell’impresa, con un importo minimo di 25.000 euro per ciascuna violazione.
Una maggiore tutela per imprese e consumatori
La nuova normativa rappresenta un passo importante sotto due profili.
Da un lato, tutela le migliaia di imprese artigiane che operano nel rispetto delle regole, investendo ogni giorno in professionalità, qualità e competenze. Dall’altro, offre ai consumatori una maggiore garanzia di trasparenza, consentendo di identificare con maggiore certezza le imprese che possono realmente qualificarsi come artigiane.
Per il comparto artigiano si tratta di un riconoscimento significativo del valore economico e sociale dell’artigianato italiano e di uno strumento concreto per contrastare fenomeni di concorrenza sleale che, negli anni, hanno penalizzato molte imprese regolari.













