Risultati negativi per le piccole e medie imprese italiane che, insieme e a quelle spagnole, registrano le peggiori performance in Europa in termini di utili e fatturato. Lo studio, firmato Bce, ha preso in esame 7.510 piccole e medie imprese dei 17 Paesi nell’intervallo temporale compreso tra ottobre 2012 e marzo 2013.

 

All’allarme della Bce si unisce quello che da tempo porta avanti la CGIA di Mestre al fine di contrastare la stretta del credito degli istituti bancari verso le piccole e medie imprese italiane che accusano la necessità di prestiti e la difficoltà ad ottenerli in un sistema economico fortemente indebitato.

 

La CGIA ha più volte dichiarato indispensabile risolvere i nodi strutturali del sistema creditizio. Uno tra i principali consiste nell’erogazione della maggior parte dei prestiti alle grandi imprese (81%) mentre soltanto il 19% è distribuito alle famiglie, alle piccole imprese ed ai lavoratori autonomi che, di fatto, costituiscono la quasi totalità, vale a dire il 90%, dei clienti dei nostri istituti di credito.

 

Nell’Eurozona sono presenti numerose disomogeneità nel reperimento dei prestiti con un saldo che nel tempo è migliorato in Germania (+6% il saldo delle risposte delle imprese), mentre il credit crunch è ancora forte in Grecia (-46%), Spagna (-38%), Italia (-34%), Portogallo (-32%): gli stessi Paesi dove le Pmi registrano un inasprimento dei tassi (62% l’Italia, 66% la Spagna) e delle garanzie richieste (+51% in Spagna, +44% in Italia).

 

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