La riforma dell’Imu potrebbe essere messa in atto entro ferragosto ma non solo, tra le novità spunta l’ipotesi di legare il pagamento della nuova tassa con l’Isee. Infatti, fuori dalla nuova Imu potrebbe restare chi è al di sotto di un certa soglia nel calcolo del nuovo Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, usato già oggi per decidere chi ha accesso ad una serie di servizi, come gli asili nido o le borse di studio.

 

Ma perché utilizzare l’Isee? Il cosiddetto “riccometro” non misura solo il reddito delle persone, sul quale già si pagano le tasse, ma tiene conto anche del patrimonio, con i risparmi in banca, le azioni e, naturalmente, anche gli immobili. Inoltre, nel nuovo Isee appena varato dalla Conferenza Stato-Regioni dopo un lungo stallo, è stato introdotto una specie di quoziente familiare. Rispetto al calcolo che viene fatto oggi, in sostanza, le famiglie che hanno almeno tre figli vengono avvantaggiate. Il nuovo Isee diventa poi più affidabile perché non si accontenta delle autocertificazioni. Lo Stato finora ha creduto sulla parola a tutti coloro che dichiaravano di non possedere un conto in banca. Ora diventa possibile eseguire questa certificazione grazie ai controlli incrociati con la banca dati del Fisco e l’Anagrafe dei conti correnti.

 

Per poterlo agganciare all’Imu, il nuovo Isee deve essere pienamente operativo entro poche settimane ma, nonostante il pressing del governo, il parere delle commissioni parlamentari non è ancora arrivato. Anche per questo il governo potrebbe prendere tempo e seguire la stessa strada già percorsa con l’Iva. Entro agosto un decreto che sospenda, a questo punto per tutti, il pagamento della seconda rata Imu sulla prima casa, per poi scrivere le nuove regole.