Il rinvio dell’aumento dell’Iva è saltato. Le indiscrezioni di venerdì pomeriggio che davano quasi per certo l’aumento di un punto percentuale dell’Iva a gennaio sono state disattese a causa delle turbolenze all’interno del Governo. La bozza di decreto era già pronta per essere approvata dal Consiglio dei Ministri di venerdì sera, 27 settembre, ma è stato tutto rinviato in virtù di un “chiarimento politico” che il premier Enrico Letta chiederà alle Camere fra lunedì 30 e martedì 1 ottobre.

 

Dopo l’enpasse di venerdì sera la situazione politica ha visto un notevole peggioramento con le dimissioni di cinque ministri del Pdl e la conseguente apertura della crisi di governo. Unica certezza è il blocco dell’approvazione di qualsiasi provvedimento, a partire da quelli economici. Il caso nasce dall’escalation del muro contro muro che oppone i due principali partiti di maggioranza sulla decadenza da senatore di Berlusconi dopo la condanna definitiva in Cassazione del luglio scorso sul processo Mediaset.

 

Sull’onda di questa grave crisi politica sembra quasi impossibile che ci siano margini per evitare l’aumento Iva dal primo ottobre. Per scongiurare l’aumento, il governo dovrebbe essere in grado di votare il decreto entro la sera di lunedì 30, il presidente della Repubblica dovrebbe firmare subito e la pubblicazione in Gazzetta Uffciale dovrebbe essere praticamente immediata. Tempistiche quasi impossibili da rispettare, per di più in un contesto politico tutt’altro che semplice.

 

Un altro bel regalo agli Italiani, gentilmente offerto la crisi di Governo, è il rischio di dover tornare a pagare l’Imu in quanto devono ancora essere definire le risorse per la copertura dell’abolizione di dicembre.