Nel 2013, rivela il Garante dell’attuazione della legge sullo sciopero, Roberto Alesse, sono state proclamate 2339 agitazioni nel settore dei servizi pubblici essenziali; di queste, solamente 666 si sono tradotte in scioperi effettivi, in seguito agli interventi del garante. Si è trattato, pur sempre, di una media di quasi due agitazioni al giorno, il ricorso alle quali è stato fortemente condizionato dagli effetti della recessione.

 

Sempre più spesso, infatti, i lavoratori vedono i propri diritti a rischio e, ancor più, avvertono la costante erosione delle garanzie occupazionali. Resta il fatto, ha precisato Alesse, che occorre contrastare l’uso sconsiderato dello sciopero, “anche per evitare che si trasformi in uno sterile rituale privo di effetti”. E’, probabilmente, il caso del settore sanitario, dove nel 2013 si è determinato un aumento del 70 per cento delle manifestazioni rispetto all’anno precedente. Nel settore delle pulizie e dei multi servizi, invece, ci sono state 105 azioni, il che ha indotto il Garante a dipingere tale contesto come uno “scenario allarmante”. Anche il settore dei trasporti, dove ci sono state 293 astensioni, “preoccupazioni”, mentre nella Giustizia si sono registrati 49 scioperi.