Può utilizzare nel 2011 (tramite modello F24) il relativo credito d’imposta e sanare così gli “obblighi dichiarativi” in Unico 2012 chi ha realizzato attività di ricerca e sviluppo avviata prima del 29 novembre 2008. E non avesse indicato nella relativa dichiarazione dei redditi le spese sostenute a causa di un originario diniego all’assegnazione delle risorse, poi rettificato dal fisco –. Con la la risoluzione n. 100/E, di ieri dell’agenzia delle Entrate.

Il legislatore ha reperito nuove risorse da destinare proprio ai contribuenti esclusi in modo da consentirgli di avere anch’essi accesso all’incentivo. Il credito di imposta, però, doveva «essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi». Il decreto interministeriale n. 76 del 28 marzo 2008 aveva decretato che l’indicazione dei costi nel relativo modello Unico andasse fatta «a pena di decadenza».

Il contribuente quindi: aveva diritto a un bonus automatico; aveva effettuato investimenti; gli era stato poi comunicato che per fruire dell’incentivo doveva “prenotarlo”; era arrivato tardi alla gara telematica e si era trovato nell’impossibilità di spendere un incentivo a cui aveva diritto. Ritenendo il diniego delle risorse “definitivo”, non aveva indicato in Unico le spese in ricerca sostenute.

Con la risoluzione di ieri, l’agenzia stabilisce che la società potrà, a decorrere dall’anno 2011, utilizzare in compensazione mediante Modello F24 – indicando sempre “2011″ come anno di riferimento – il credito d’imposta nella percentuale massima consentita (in questo caso, 47,53%). Chiarito anche che, nell’ipotesi di investimenti realizzati in misura inferiore all’importo indicato nel formulario FRS, l’ammontare del credito di imposta cui applicare la percentuale massima deve essere calcolato sulla base degli investimenti effettivamente realizzati.

 

Fonte: Il Sole 24 ore