L’Agenzia delle Entrate sta definendo come intervenire verso le società in perdita. Ancora col decreto di Ferragosto era stato deciso questo tipo di intervento, ma i problemi sorgono ora che le  misure della norma devono essere applicate. A breve dovrebbe essere disponibile una circolare interpretativa per chiarire i primi dubbi e quesiti.

E’ un tema difficile da affrontare perché le società in perdita sono aumentate molto con la crisi degli ultimi anni, ma è anche necessario stanare gli evasori del Fisco.

Esonero: ricordiamo che sono escluse dalla disciplina delle società di comodo alcuni settori d’imprese come:

società tra enti locali e territoriali e le assicurazioni, società finanziarie, banche. E pure le società in amministrazione controllata e straordinaria, le società di pubblici servizi di trasporto, società con almeno 50 soci, e le società quotate.

 

Pmi: non sarà sempre facile la disapplicazione automatica dei controlli sulle società di comodo.  La disapplicazione infatti non potrà essere sfruttata quando la società, già svincolata pur avendo ricavi sotto soglia, debba ora tornare a valutareare la norma in quanto in perdita sistemica.
Problema che potrebbe sorgere ad esempio per le piccole imprese e le artigiane con un numero di dipendenti minore di dieci e con due esercizi precedenti che colpite dalla crisi e dunque in rosso da tre anni

 

Immobiliari: altro problema potrebbe sorgere per queste imprese che possono affittare fabbricati ad enti pubblici. Per queste società, il bene immobile non viene considerato  ai fini del test dei ricavi. Se la società fosse in perdita perché l’affitto non copre tutti i costi risulterebbe di comodo e la disapplicazione non scatterebbe.