10 miliardi in 3 anni è questo l’obiettivo della revisione di spesa pubblica previsto che il commissario Carlo Cottarelli ha presentato il suo piano di riduzione della uscite statali. Con la spending review di Cottarelli si cerca di evitare la logica delle riduzioni lineari, analizzando le criticità comparto per comparto.

 

Dove si taglia? Partiamo dal presupposto che la spesa pubblica italiana ammonta a ottocento miliardi di euro ma una parte non è intaccabile. Tra i settori maggiormente sotto i fari c’è la sanità e in merito si prevede di dare un’accelerata ai cosiddetti costi standard. Nel mirino ci sono anche le tante municipalizzate, le consulenze, l’utilizzo degli immobili pubblici. Un ruolo primario dovrebbe essere giocato anche dalla razionalizzazione e centralizzazione degli acquisti attraverso la Consip.

 

L’obiettivo finanziario della spending review non è stato quantificato anticipatamente ma, come anticipato, potrebbe essere quello di mettere in cantiere tagli per oltre 10 miliardi di euro in 3 anni. Questa sarebbe infatti la cifra necessaria, tra il 2015 e il 2016, per evitare maxitagli agli sconti fiscali già decisi nella legge di Stabilità all’esame del Parlamento.

 

Al momento comunque la quantificazione vera e propria degli effetti della spending review nello stesso ddl Stabilità è cauta: 600 milioni di euro nel 2015 e 1,3 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2016. In ogni caso alcuni risultati dovranno essere raggiunti già nel breve periodo, ovvero nel 2014. Si guarda infatti proprio ai tagli di spesa per finanziare un ampliamento degli sgravi fiscali.