E’  stata chiarita la gestione dello spesometro in merito alle note di variazione Iva.
Un’operazione non deve essere comunicata se, per effetto della nota in diminuzione, l’importo dell’operazione, inizialmente superiore al limite, scende sotto i 3mila euro; se invece l’operazione è in origine superiore a questo valore e con la nota di variazione in diminuzione l’ammontare rimane comunque superiore, l’operazione va comunicata al netto dell’importo stornato. In base agli stessi criteri, un’operazione va comunicata nel momento in cui, per effetto della nota di variazione in aumento, l’imponibile, inizialmente inferiore a 3mila euro, supera tale limite.

 

È proprio in relazione a quest’ultima ipotesi che erano sorti i maggiori dubbi operativi, anche in considerazione del fatto che con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 16 settembre 2011 sono stati modificati i tracciati record (n. 4 e n. 5) relativi alle note di variazione, eliminando i riferimenti a imponibile ed Iva della fattura da rettificare. I nuovi modelli prevedono l’inserimento dei dati connessi alla variazione, a credito o a debito, dell’imponibile e dell’imposta. Inoltre, non è più obbligatoria l’indicazione del numero della fattura da rettificare. Fermo restando che le note di variazione assumono rilevanza ai fini dello spesometro in quanto relative a fatture emesse nell’anno precedente a quello di riferimento della segnalazione, la nuova modulistica implica che nella comunicazione si debba dare conto solo dell’importo della nota.

 

Così, ad esempio, una fattura del 2011 che documenta un’operazione di 2.500 euro non è rilevante per la comunicazione del 2012. Se però, per effetto di una rettifica dell’imponibile di 600 euro effettuata nel 2012, l’operazione oltrepassa il limite, nel 2013 dovrà essere segnalata, ma solo per la quota parte relativa alla nota di variazione (600 euro) anche, eventualmente, omettendo il numero della fattura modificata. Pertanto, i campi relativi alle variazioni (a credito o a debito) non devono comprendere gli imponibili originari delle fatture non trasmesse negli anni precedenti in quanto sotto soglia.

 

Fonte: Il Sole 24ore

 

23/01/2012

 

Spesometro: invio comunicazione in scadenza

E’ fissata per il 31 gennaio la scadenza per l’invio della comunicazione spesometro. La comunicazione telematica per le operazioni Iva di importo superiore a 25000 euro fatturate nel 2010.

Nel frattempo sono arrivate alcuni chiarimenti dall’Ae.


Quali sono i soggetti che devono fare la comunicazione?

Sono tenuti alla comunicazione tutti i soggetti passivi dell’Iva. Gli enti commerciali sono tenuti alla comunicazione solo per le operazioni effettuate nell’esercizio delle attività commerciali o agricole, anche se si tratta di acquisti destinati solo in parte all’attività d’impresa.

Obbligo anche per:

-soggetti esteri titolari di posizione Iva in Italia,

-curatori fallimentari e commissari liquidatori per le operazioni effettuate/ricevute,

-persone fisiche che si sono avvalse del regime delle nuove iniziative produttive.

Esclusi:

-Persone fisiche che si sono avvalse del regime per i contribuenti minimi,

-Stato, regioni, provincie, comuni e altri organismi di diritto pubblico.

 

Quali sono le operazioni escluse?

In base ai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate vengono escluse dalla comunicazione:

-le importazioni,

-le esportazioni art. 8, lett. a) e b), dpr 633/72,

-le operazioni effettuate con operatori economici di paesi in “black list”, sottoposte all’obbligo di comunicazione art.1 del Dl 40/2010,

-le operazioni comunicate all’anagrafe tributaria ai sensi dell’art.7 del dpr 605/73, come contratti assicurazioni, somministrazione di gas, energia elettrica ecc,

-operazioni relative a contratti di mutuo,

-operazioni di locazione immobili,

-operazioni intracomunitarie (scambi beni o servizi con paesi Ue),

-passaggi interni di beni tra attività separate ai sensi dell’art.36, dpr 633/72,

-operazioni per cui non è obbligatoria che sia emessa la fattura.