Il nuovo decreto Superbonus, approvato ieri a sorpresa in Consiglio dei Ministri, prevede una nuova stretta e nuovi limiti all’agevolazione per le ristrutturazioni edilizie. L’obiettivo è «chiudere definitivamente l’eccessiva generosità di questa misura», ha spiegato il ministro Giancarlo Giorgetti.
 

  • Cosa succede a sconto in fattura e cessione del credito

Spariscono entrambi per tutte le tipologie di bonus edilizi che lo prevedevano ancora, dopo l’ultima stretta contenuta nel decreto approvato lo scorso dicembre. Eliminati quindi anche per i bonus barriere architettoniche e per gli interventi di recupero di edifici nelle aree sismiche. Restano perciò solo le detrazioni fiscali.
 

  • Cosa succede alla «remissione in bonis»

Anche questa viene eliminata: è cancellata cioè la possibilità per il contribuente in ritardo di presentare la documentazione necessaria per accedere ai bonus edilizi con il pagamento di una piccola sanzione, entro il 15 ottobre 2024. Il termine ultimo per caricare la documentazione è e resta solo il 4 aprile 2024. La decisione è per acquisire entro quella data l’ammontare del complesso delle opzioni esercitate e delle cessioni stipulate.
 

  • Cosa succede con i crediti d’imposta

I crediti d’imposta relativi ai bonus edilizi verranno sospesi a chi ha debiti con l’erario, fino a quando non li estinguerà.
 

  • Cosa è la «dichiarazione preventiva»

Diventa necessaria per accedere alle agevolazioni edilizie: bisogna comunicare di volerne usufruire prima dell’invio delle fatture a lavori già avviati.
 

  • Sono previste sanzioni

Sì, come nel caso di omessa trasmissione di informazioni a interventi già avviati: la sanzione arriva a 10 mila euro.
 

  • Il costo del Superbonus

L’ultimo report dell’Enea di fine febbraio calcola una spesa a carico dello Stato di 114,4 miliardi. Oltre 7 in più rispetto al mese di gennaio.