Il cibo di strada conquista sempre più italiani e turisti. In dieci anni le imprese dello street food sono quasi raddoppiate, passando da 2.271 nel 2016 a 4.286 nel 2026. Aumentano anche i Comuni coinvolti, oggi quasi 2.000. Un fenomeno che offre nuove opportunità soprattutto alle piccole imprese e agli operatori dell’artigianato alimentare.
Lo street food continua a conquistare spazio nelle città italiane, nei centri turistici e nei piccoli borghi. Secondo un’analisi di Unioncamere, riportata dall’ANSA, negli ultimi dieci anni il numero delle imprese che operano nel settore è cresciuto dell’88,7%, passando dalle 2.271 del 2016 alle 4.286 del 2026.
Una crescita significativa che testimonia come il consumo di cibo di strada sia diventato una componente sempre più importante delle abitudini alimentari degli italiani e dell’offerta rivolta ai milioni di turisti che visitano il nostro Paese.
QUASI 2.000 COMUNI COINVOLTI
Non è cresciuto soltanto il numero delle imprese. Anche la presenza dello street food sul territorio si è ampliata considerevolmente: i Comuni nei quali è presente almeno un’attività sono passati dai 1.258 del 2016 ai 1.975 del 2026, con un incremento del 57%.
Il fenomeno, quindi, non è più concentrato esclusivamente nelle grandi città. Le attività di street food si sono diffuse anche nei piccoli centri, nei borghi e nelle località turistiche, dove rappresentano spesso un elemento aggiuntivo dell’offerta commerciale e gastronomica.
LOMBARDIA AL PRIMO POSTO, POI SICILIA E PUGLIA
A livello regionale, la Lombardia guida la classifica con 544 imprese, seguita dalla Sicilia con 514 e dalla Puglia con 510. La presenza particolarmente significativa nelle regioni a forte vocazione turistica conferma il legame tra street food, turismo e valorizzazione delle produzioni locali.
Il successo del settore è legato anche alla sua capacità di intercettare nuove modalità di consumo: prodotti semplici e immediati, prezzi generalmente accessibili e possibilità di consumare il pasto in movimento. Per molti operatori, inoltre, l’attività rappresenta una modalità per valorizzare specialità tradizionali e produzioni tipiche del territorio.
UNA OPPORTUNITÀ PER LE PICCOLE IMPRESE
La crescita dello street food rappresenta anche un esempio della capacità delle micro e piccole imprese di intercettare i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori.
Dietro un food truck, un chiosco o un’attività ambulante possono infatti esserci competenze artigianali, produzioni alimentari di qualità e una forte componente di imprenditorialità. Un modello che consente, in molti casi, di avviare un’attività con dimensioni contenute e di raggiungere direttamente il consumatore.
Il fenomeno conferma dunque la vitalità di un comparto nel quale tradizione, innovazione e capacità imprenditoriale possono convivere, contribuendo anche alla valorizzazione economica e turistica dei territori.
Fonte: Unioncamere – dati riportati da ANSA













