Nei mesi estivi, si è osservata una netta stagnazione delle presenze, pari ad una maggiorazione di solo lo 0,1 per cento

 

 

Dovrebbe essere il fiore all’occhiello del nostro Paese, quantomeno una tra le principali risorse su cui puntare perché l’economia si riprenda. E invece, il turismo continua a evidenziare dinamiche ben al di sotto delle proprie potenzialità. E’ quanto emergere dagli ultimi dati di Federalberghi, secondo cui, nel 2014, tutti gli indicatori principali del settore (presenze, prezzi, fatturati) si sono rivelati peggiori, addirittura, che nel 2008.

 

In particolare, nei mesi estivi, si è osservata una netta stagnazione delle presenze (+0,1 per cento) derivante, in particolare, dalla contrazione dei turisti italiani (-0,6 per cento) che non è stata riequilibrata da un aumento, a settembre, pari al 2 per cento dei turisti stranieri.

 

L’andamento negativo è stato certificato anche dall’Istat, secondo cui nel semestre compreso tra gennaio e giugno la stagnazione è stata pari al +0,1 per cento, a fronte di calo dei prezzi degli hotel pari all’1,3 per cento ad agosto e al 2,4 per cento a settembre.

 

Tutto ciò è il preludio di un anno da dimenticare: il 2014, infatti, secondo gli operatori del settore, chiuderà in rosso. I mesi che mancano alla fine dell’anno sono troppo pochi per recuperare. A pesare sulla contrazione del mercato, per gli albergatori, sono stati, oltre alla crisi e all’eccezionale ondata di maltempo che ha caratterizzato i mesi estivi, i “mille vincoli burocratici” e “una pressione fiscale senza eguali”.

 

 

Mestre, 10 ottobre 2014