L’Italia rischia di sforare il 3% del rapporto tra deficit e Pil. A fine maggio eravamo usciti dalla procedura europea per deficit eccessivo, a meno di un semestre di distanza rischia di rientrarci.

 

Il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, rassicura gli animi. Fin dalle prime ore di vita dell’esecutivo di larghe intese, il rientro del deficit era stato indicato come la misura essenziale di partenza. Ma ora c’è il rischio di non poter più contare su quei 3 miliardi di bonus riservato ai Paesi virtuosi da utilizzare per gli investimenti produttivi che il Governo ha già considerato nella legge di Stabilità.

 

La perdita di competitività e la difficoltà di agganciare una ripresa credibile e duratura sono secondo Bruxelles i problemi principali dell’Italia. Per questo da tempo le autorità chiedono a Roma di rimediare alla mancanza di competitività e ridurre i tempi di giustizia e burocrazia troppo lente.

 

Oltre all’Italia, che ora ha un tasso del 3,1% e punta a scendere sotto il 3% entro fine anno, a sforare il tetto nel 2012 sono state Olanda (4,1%), Portogallo, Spagna, Grecia, Francia, Belgio, Slovacchia, Malta, Cipro, Irlanda e Slovenia. I Paesi virtuosi sono solo 5, Lussemburgo, Germania, Estonia Finlandia e Austria.