Il lussemburghese Jean-Claude Juncker ha ricevuto i voti necessari per diventare il nuovo presidente della Commissione europea. L’Europarlamento riunito in sessione plenaria lo ha eletto con 422 sì (erano necessari 376 voti su 751); i no sono stati 250, gli astenuti 47. Il successore di José Manuel Barroso ha presentato un piano economico per la ripresa europea particolarmente ambizioso.

 

Il neopresidente ha sostenuto la necessità di mantenere gli impegni di bilancio e, contestualmente, attuare un programma di investimenti per favorire, soprattutto, la crescita economica e l’occupazione. In tal senso, Juncker ha promesso un pacchetto di misure che contemplano l’integrazione tra il bilancio dell’Ue e la Banca europea degli investimenti, e di destinare, nei prossimi tre anni, 300 miliardi di euro “a ulteriori investimenti pubblici e privati nell’economia reale”. Tali investimenti aggiuntivi dovranno concentrarsi su “infrastrutture, in particolare la banda larga e le reti energetiche”, nonché sulle “infrastrutture nei trasporti in agglomerati industriali, sull’istruzione, sulla ricerca e l’innovazione, sulle energie rinnovabili, e sull’efficienza energetica”.