La Regione Veneto è pronta a fermare il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5 previsto dal 1° ottobre 2026. L’obiettivo è evitare che le limitazioni alla circolazione gravino su famiglie, lavoratori autonomi e piccole imprese, puntando invece su misure alternative per la riduzione delle emissioni.
L’orientamento della Regione è quello di utilizzare gli strumenti di flessibilità previsti dalla normativa nazionale, che consentono alle amministrazioni regionali di adottare interventi diversi dal divieto di circolazione, purché siano in grado di garantire risultati equivalenti sul fronte della qualità dell’aria.
La decisione interessa migliaia di automobilisti e imprese venete che utilizzano quotidianamente veicoli diesel Euro 5, immatricolati indicativamente tra il 2009 e il 2015. Si tratta di mezzi ancora ampiamente diffusi, soprattutto tra artigiani, commercianti e piccole aziende che spesso non hanno la possibilità di sostituire rapidamente il proprio parco veicoli.
Secondo quanto annunciato dalla Regione, la transizione ecologica dovrà proseguire senza trasformarsi in un costo insostenibile per cittadini e imprese. L’intenzione è quindi quella di privilegiare politiche che migliorino la qualità dell’aria senza penalizzare chi utilizza il veicolo per lavoro.
Resta comunque confermato che continueranno ad applicarsi le limitazioni temporanee previste nei periodi di allerta per l’inquinamento atmosferico, secondo le misure già adottate nell’ambito del Piano Aria regionale.
Nei prossimi mesi saranno definiti i provvedimenti operativi con cui il Veneto intende sostituire il blocco strutturale, in coordinamento con il Ministero dell’Ambiente e con le altre Regioni del Bacino Padano.
Per il mondo dell’artigianato e delle micro e piccole imprese si tratta di una notizia particolarmente rilevante, poiché evita, almeno per il momento, l’obbligo di affrontare investimenti immediati per la sostituzione di mezzi ancora perfettamente funzionanti.













