Si direbbe che il vento, finalmente, stia cambiando, e che criticare quei meccanismi europei che hanno contribuito a indurre politiche di austerità recessiva fine a se stessa non sia più un tabù. E’ quanto emerge da un’intervista a Repubblica del ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, secondo il quale il Patto di Stabilità (che impone agli Stati membri di non sforare il tetto del 3% al rapporto deficit/Pil) è ormai superato, mentre la politica dell’austerity non regge più.

 

Zanonato, nel commentare le parole del capo dello Stato che, a sua volta, aveva denunciato i rischi degli eccessi di austerità di fronte al Parlamento europeo, ha fatto presente che, essendo cambiante le condizioni di mercato, per poter riprendere ad attrarre investimenti, è necessario cambiare le regole. A iniziare proprio da quelle del Patto. Anche perché, ha chiarito, i Paesi europei non si confrontano più solante tra di loro ma con Paesi che hanno regole e mercati del tutto diversi dai nostri.

 

Il ministro ha sottolineato che questa è l’unica strada percorribile per consolidare gli attuali timidi segnali di ripresa. “Diciamo – ha spiegato – che quando abbiamo stretto il Patto, abbiamo ragionato un po’ come per le quote latte. Così come sul latte si trattò di limitare la produzione per aumentare i prezzi, per la politica economica si trattò di non indebitarsi più di tanto sul Pil per non creare inflazione. Raggiunto l’obiettivo, le regole vanno rese meno rigide”.